Le limitazioni per la fruizione delle attrazioni che la legge impone ad alcune categorie di disabili sono periodicamente oggetto di polemiche e Gardaland, essendo il più famoso e frequentato parco in Italia, ne è spesso al centro. Pubblichiamo, dopo il nostro commento, la lettera aperta inviata ad un giornale locale del trentino da una educatrice e la conseguente replica di Gardaland nella persona di Danilo Santi, direttore generale.
L’argomento è, per ovvie ragioni, molto delicato perchè tocca profondamente l’animo di tutte le persone ed è impossibile, per persone di buonsenso, non riconoscere le ragioni di entrambe le parti. A nostro parere il problema è purtroppo di natura giuridica qualora si verifichi un mai auspicabile incidente. Da rimarcare che le regole in vigore a Gardaland sono applicate – o dovrebbero esserlo – anche negli altri parchi di divertimento. E’ terribile dovere negare l’accesso ad un ragazzo su un’attrazione, ma lo è altrettanto, almeno a nostro parere, il sapere che non esiste una legislazione in materia che tuteli il parco in caso di incidente.
E conoscendo il vizio italico per le polemiche spesso gratuite e frutto di disinformazione del “dopo”, chi difenderebbe il parco da un più che prevedibile assalto mediatico? E allora tutti a scivere: “Ma perchè è stata fatta salire quella persona se si sapeva che poteva essere pericoloso? Non si poteva evitare tutto questo?”. E via a stracciarsi le vesti…
Questo è, senza ipocrisie da sepolcri imbiancati, il vero problema. Se nessuno vuole/può assumersi la responsabilità di una eventuale tragedia, pur se a bassa probabilità, perchè prendersela col parco – qualsiasi parco – anzichè con le normative vigenti?
Da Valledeilaghi.it del 27 luglio 2009:
Tutti a Gardaland sui giochi… ma io non posso!
Lettera aperta alla Direzione di Gardaland.
Chiedo cortesemente che questo scritto sia recapitato in direzione ai responsabili di questo grande parco dei divertimenti. Ieri sera 24 luglio 2009 siamo stati nel vostro parco con un pullman di 50 persone con tanti bambini desiderosi di passare una serata diversa dal solito, provando delle emozioni indimenticabili ma ahime’ serata rovinata da una delusione grandissima.
Io educatrice e coordinatrice di un’associazione che si occupa di ragazzi diversamente abili con una mia amica ed un ragazzo di 19 anni con la sindrome di down ci siamo avventurati sui vostri bellissimi giochi. Dopo esser scesi da Atlantide , un tuffo splendido ed emozionante, e dopo aver gradito al massimo la corsa del treno dell’attrazione Mammut siamo andati per rilassarci un pò sull’Ortobruco, Ma lì, la signora che coordinava il gioco, ( non ho avuto tempo di chiedere il nome) ci ha detto prima gentilmente e poi in malo modo di allontanarci da quell’attrazione perché il ragazzo down non poteva godere di quel gioco solitamente consigliato ai bambini piccoli. Quando io ho spiegato che era stato su Mammut e su Atlantide la signora si è alterata gridando o quasi di allontanarci.
Vi sembra corretto? Perché lui non può? cos’ha di diverso da me e dagli altri? Ho letto e riletto il vostro opuscolo informativo Gardaland per gli ospiti con disabilità ma l’ Ortobruco tour non porta nessuna indicazione che vietava il nostro ragazzo di partecipare. Io all’uscita sono andata in direzione per lamentarmi di quanto accaduto e mi è stato risposto che con la nuova legge sulla sicurezza per l’evacuazione dei giochi non è consentito far salire i disabili sulle attrazioni più divertenti. Ma dove sta scritto? io non ho trovato nulla in merito. Anzi complimenti per aver fatto questo opuscolo dove si parla di aiuto alle persone in carrozzina, biglietto ridotto o gratuito ai disabili diversificando la disabilità di ognuno e poi la legenda molto ben spiegata.
Ma nei divieti dell’ Ortobruco erano inseriti i simboli con occhiali, fruibili ai non vedenti e a chi ha problemi di udito, vietato a chi ha problemi cardiaci e a chi ha problemi ossei o alla colonna vertebrale e poi infine il segnale con la lampadina rossa barrata con la x che dice attenzione area poco illuminata con elevata possibilità di creare panico paura o vertigine e reazioni claustrofobiche. Chi mi dice che un down ha problemi di questo tipo? io posso dimostrare il contrario dato che sia in Atlantide che con Mammut non ha mostrato nessun problema di paura, panico ecc. Chi mi dice invece che un bambino di 5 anni o meno non possa avere una reazione come quella che sostenete voi anche se non disabile? Inoltre il ragazzo in questione non ha nessun problema per fortuna di disfunzioni cardiache, di protesi, di vertigini e di altro … non ha nulla è come me, come voi. Perché abbiamo fatto la fila come tutti per essere poi cacciati?
Desidererei una risposta ed in ogni caso questo scritto lo voglio inviare al giornale Adige della mia città. Io credo che se avessi chiesto ieri sera ai bambini sul bruco se il ragazzo down era diverso da loro. Mi avrebbero risposto di no che era uguale solo noi adulti vediamo con gli occhi diversi ma i bambini guardano con gli occhi della semplicità e del cuore.
Faes Alda – Vezzano, Trento
Da Valledeilaghi.it del 28 luglio 2009:
La risposta di Gardaland
Gentile sig.ra Alda, il tema della disabilità è estremamente delicato e va affrontato sempre con grande prudenza ma anche cercando di essere obiettivi e di avere un atteggiamento di disponibilità alla discussione. Gardaland è da sempre attento ai diritti dei suoi Ospiti disabili; lo testimoniano tutte le iniziative adottate per rendere sempre più agevole la loro visita al Parco.
Possiamo citare, ad esempio, i parcheggi riservati, l’ingresso preferenziale dal Castello che consente di evitare le code, l’entrata gratuita o ridotta per le persone non autosufficienti o parzialmente autosufficienti e i loro accompagnatori, il noleggio di sedie a rotelle e, non ultimo, l’esaustivo opuscolo informativo realizzato in collaborazione con le associazioni che si occupano di disabilità.
Tuttavia l’accesso alle singole attrazioni è subordinato al rispetto di alcune limitazioni, variabili in funzione della tipologia di attrazione e delle misure di sicurezza disposte dal costruttore, vincolanti in merito ad età, altezza o disabilità. Proprio per quest’ultima, per ottimizzare la visita al Parco, Gardaland ha pubblicato anche sul sito internet, la guida con la segnalazione delle limitazioni nelle diverse attrazioni.
Ci dispiace apprendere che il ns. personale, in servizio a Fuga da Atlantide e Mammut, debitamente informato sulle direttive aziendali adottate in merito, non abbia dimostrato la necessaria attenzione agli Ospiti in attesa di salire sull’attrazione. Anche se, idealmente, per noi Gardaland rimane un Parco Divertimenti per tutti, non ci è comunque consentito di eludere le misure di sicurezza o non applicarle, in quanto questo potrebbe pregiudicare l’incolumità dei nostri Ospiti e l’immagine di serietà che ci caratterizza. Nel caso specifico, l’Ortobrucotour è un ottovolante e, come tale, rientra nelle attrazioni vietate ad Ospiti con problemi di disabilità comportamentale e intellettiva.
Crediamo che Lei possa comprendere la nostra impossibilità a prendere in esame i singoli casi o accettare autocertificazioni da parte di accompagnatori che attestano il buono stato di salute fisica e psichica del disabile; la legislazione italiana, infatti, prevede la responsabilità diretta da parte dell’azienda in caso di infortunio o incidente.
Che cosa potremmo rispondere ad un genitore che ci chiedesse spiegazioni per la reazione inaspettata di un ragazzo disabile, eccessivamente sollecitato da un’attrazione adrenalinica? La salute e l’incolumità dei nostri Ospiti sono per noi delle priorità assolute che vanno inderogabilmente tutelate.
Anche per noi, signora Alda, nessun bambino è diverso dall’altro e ognuno di loro osserva la realtà con gli occhi della semplicità e del cuore! Spetta a noi adulti il compito e la responsabilità di vigilare affinché essi possano continuare a farlo, in qualunque ambiente e in ogni situazione.
La saluto cordialmente,
Danilo Santi – Direttore Generale Parchi – Gardaland srl